Tra il gioco e la fascinazione degli accostamenti di opere contemporanee e dipinti del Primo Novecento, una selezione di quadri e sculture si ritrova a dialogare – a distanza di un secolo – su un soggetto comune, fino a costituire un unicum senza tempo.
Otto gli artisti contemporanei coinvolti: Margareth Dorigatti, Isabella Ducrot, Marilù Eustachio, Lino Frongia, Vladimir Pajevic, Angelo Titonel, Janine von Thüngen, Gaetano Zampogna.
Molteplici le storie raccontate in questa partita doppia dalle sedici opere in mostra.
La sensualità di una donna avvolta nella pelliccia di volpe (Giovanni Guerrini, Ritratto di Alba, c. 1912), prosegue e si insinua tra i fili di canapa della scultura di Janine von Thüngen (Woman no.17, 2013). Ritrova materia su carta nella sanguigna di Ercole Drei (Nudo disteso, c. 1908) e infine sfocia in eros negli Amanti di Marilù Eustachio (2006).
Il giovane Charles, costretto in un ritratto ufficiale a vestire i panni di adolescente aristocratico inglese (Edoardo Gioja, Ritratto di Charles, c. 1915), ritrova la sua infanzia di “gioco alla guerra” liberata nel dipinto “al negativo” di Angelo Titonel (Bambino con granata in mano, 2012), rivolgendo allo spettatore un doppio sguardo interrogativo.
Nella natura morta di Bruno Croatto (Coppa rossa con melograni, 1932) la ripetizione dei rossi melograni risuona nella ricerca ritmica e nei colori del lavoro di Isabella Ducrot (Preghiera, 2013).
Lo sfondo di un interno divisionista prosegue nelle ripetizioni di una stoffa dove il gigante guerriero Grifone (Gaetano Zampogna, 2010) fa da contraltare al Ritratto di Salvatore Di Giacomo (Enrico Lionne, 1908).
Con almeno due cuori tra i denti (Lino Frongia, 2008) sorride una donna seduta, lo sguardo nascosto e rivelato un secolo prima nel Ritratto di Lady Anne Mills (Edoardo Gioja, 1915).
L’incanto di villa Borghese, dove tra i verdi del fogliame si adagia un giallo luminoso raggio di sole (Amedeo Bocchi, Viale a Villa Strohl-fern, 1930), si arricchisce di mistero e architettura nel dipinto di Vladimir Pajevic (Oltre il tempo, 2011).
E ancora: un giovane Edipo è nudo (Margareth Dorigatti, Oedipus, 2005), il corpo svelato ed esposto come un Cristo in croce, ritrova lo sguardo nel Ritratto di giovane di Franceso Nonni (c. 1930).
Scrive Francesca Romana Morelli su “Il Giornale dell’Arte” (dicembre 2013):
“Con la mostra ‘Partita doppia’, dal primo dicembre Lela Titonel chiude definitivamente la Nuova Galleria Campo dei Fiori, con cui dal 2000 ha indagato territori meno battuti tra Otto e Novecento, e passa il tesimone alla figlia Maja, che da una decina d’anni s’interessa attivamente di contemporaneo.‘Partita doppia è il trait d’union simbolico di questo passaggio’, spiegano le galleriste, ‘una mostra che accosta un’opera del passato a una del presente, per un totale di sedici tra sculture e quadri che dialogano su un soggetto comune’. […] “